Testi e poesie sono tutelati dai diritti d'autore. ©
EleonoraRuffoGiordani
Il mio Blog è dedicato
all'Insigne Persona del Prof. Antonio Gallotta
Cavaliere Ufficiale al merito della Repubblica già Sindaco di EBOLI e ivi Preside del Liceo Classico“E. Peritoâ€




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Giovanna Mulas




Cliccare-Renzo Montagnoli

“Hai fatto di tutto perché non credessi più in Te, perché arrivassi a dubitare di Te, ma non riuscirai a farmi cadere: muoio come ho vissuto con una fede incrollabile in Te” .
(preghiera trovata in una bottiglia vuota nel ghetto di Varsavia)
Audio-Cliccare per ascoltare-"Love is blue"
"Mi sarete testimoni" (Gesù)
"Tu, proprio tu, mi sarai testimone!".
Cliccare sulla luce per ascoltare
"Alzati e risplendi"
Raggio di sole
Meriggio
sulla Murgia
il cielo terso
Raggio di Sole
a illuminar
un angolo di pace
fiori dinanzi a Te
ed io t'invoco
Regina e Madre mia
proteggi i miei fratelli
e tutti quelli
che vogliono da Te
grazie terrene
Sigilli d’oro
sulla fronte di chi t’ama
distolgono
l’ombra della sera.
Dall’alto della Murgia
tendi la mano
e spargi petali d’amore
sul cuore pellegrino
e stanco
Negli occhi celere respiro
accarezza il prodigio.
© Lorenzo ed Eleonora Ruffo Giordani
CLICCARE PER ASCOLTARE
Impegno di Te
Al calar del sole
s' increspano immagini,
sfoglio candida margherita…
Viaggio nell'immenso.
Sere di vento!
Stringi, benigno Amore
mesta vita, nei candidi
azzimi dell'anima.
Armonia rifulge
nell' effluvio della sera,
tra le coste e le vigne
di casa mia.
Non mi separerò
più dal podere,
né giorno né notte.
Veglierò al chiaro di luna
e non dubiterò
dell' avvento del mattino
Voli d'aquila
slanci d' affetto
gemme nei rami
celebrano canti .
Semplicità si posa
sul grembo della terra:
Impegno di Te!
© Eleonora Ruffo Giordani
Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me…
Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi…
(Gesù)
Meditazione del giorno:
San Giovanni della Croce (1542-1591), carmelitano scalzo, dottore della Chiesa
Avvisi e sentenze, 173-177
« Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo »
(Gesù)
Abbiate cura di mantenere il vostro cuore nella pace; non sia turbato da alcun evento di questo mondo; pensate che quaggiù tutto finisce.
In tutti gli avvenimenti, per quanto infausti siano, dobbiamo rallegrarci invece di rattristarci, per non perdere un bene più prezioso, che è la pace e la calma dell'animo.
Quand'anche tutto quaggiù crollasse e tutti gli avvenimenti ci fossero avversi, sarebbe inutile turbarci, poiché il turbamento ci porterebbe più danno che profitto.
Sopportare tutto con la stessa stabilità di umore e nella pace, è non soltanto aiutare l'animo ad acquistare grandi beni, ma anche disporre l'animo a giudicare meglio le avversità in cui si trova e a portarvi il rimedio adeguato.
Il cielo è stabile e non è soggetto a cambiamenti. Allo stesso modo le anime che sono di natura celeste sono stabili; non sono soggette a tendenze disordinate, o a nient'altro di simile; assomigliano in un certo senso a Dio, che è immutabile.
Canterò a Te Padre, lodi di Vita!

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Isaia cap.61 vers. 10,11
Ringraziamento
10 Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli.
11 Poiché come la terra produce la vegetazione e come un giardino fa germogliare i semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutti i popoli.
Per Te Gesù io vivo!
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Danzerò a Jahvè
Danzerò a Jahvè,a Lui innalzerò
il mio canto e la mia lode alleluia.
Danzerò a Jahvè, a Lui innalzerò
il mio canto e la mia lode alleluia.
Alleluia,alleluia,alleluia,alleluia
alleluia alleluia a Te Gesù.
Alla Tua presenza sul Tuo monte santo
il mio spirito esulta in Te mio Salvator.
Alla Tua presenza sul Tuo monte santo
il mio spirito esulta in Te mio Salvator.
Alleluia,alleluia,alleluia,alleluia
alleluia,alleluia a Te Gesù.
Sarò
Sarò primavera sarò estate
sarò armonia sulle ali del vento
preghiera al cielo: risposta.
Sarò fiore sbocciato sulla roccia
pensiero che vola nell'infinito
libertà,conforto alle vite affrante
dolore, ricordo, amore inviolato.
© Eleonora Ruffo Giordani
08/10/05
Gesù Ti Amo, Grazie di tutto!
eleonora
(DALLE PAGINE DEL MIO DIARIO)
"Oh Amore non è possibile esprimere quello che sento nel profondo! Segreti d'immensa delicatezza mi doni. Chi potrà mai elargirmi tanto Bene?
Elevo la mia mestizia e nella pienezza del Tuo esistere sorrido. La speranza mi fa dimenticare il tempo triste e la sconsolata solitudine di questa fredda realtà….
Viole mammole nei miei sentieri. Tu, mia Essenza nutrimi d'Amore e di Purezza.
Fammi sognare la “Tua Fiaba” e vivere nella concretezza del Bene: Carità della mia esistenza".
Eleonora Ruffo Giordani
Celina e Teresa di Lisieux
Cliccare per ascoltare"Clover"
TERESA DI LISIEUX
CARMELITANA SCALZA
«Per camminare» affermava Teresa«occorre essere umili, poveri di spirito e semplici». Nella luce rivelata ai piccoli, seppe magnificamente scoprire questa porta di salvezza e indicarla agli altri. La sapienza divina e quella umana non hanno forse indicato in questo spirito d’infanzia la «vera grandezza dell’animo»?
Così l’hanno fissato in forti definizioni questi grandi filosofi cinesi:
«La virtù matura approda allo stato d’infanzia» (Lao Tse, VII sec. a.C.).
«Grande uomo è colui che non ha perduto il suo cuore di fanciullo» (Meng Tse, IV sec. a.C.).
E ancora: «Conoscere la virtù virile significa progredire sempre nella via del bene e ritornare all’infanzia» (Tao Ta-Ching).
Per la nostra santa, questa “piccola via” consisteva praticamente nell’umiltà, ma si traduceva ancora attraverso uno spirito d’infanzia molto accentuato.

Kaula, Lee Lufkin (American, 1865-1957) From the Sunny South
Cliccare per ascoltare-Cortazar-Whispers of Moonlinght

Risalgo scalinate varco la soglia,
respiro Presenza.
Verde tenero, germoglia
piccolo fiore, promessa di fedeltà
Eterno Amore.
La mia voce tra le fronde
e nel canto degli uccelli.
Mano accarezza il volto,
occhi limpidi, specchio terso
"crocchi" di gelsomini nelle mani.
Sussulta il respiro dei campi,
tenere canzoni, fremiti d'azzurro
e il richiamo verso i monti.
Albe di perle cullano il mio Amore per Te.
© Eleonora Ruffo Giordani
VIVO PER TE,GESU'!
TU ESISTI!
eleonora
Per te ci hai fatti o Signore, e l'anima nostra è inquieta finchè non riposa in Te
(S. Agostino)



10 Ora parla il mio diletto e mi dice:
"Alzati, amica mia,
mia bella, e vieni!
11 Perché, ecco, l`inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n`è andata;
12 i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.
(Cantico dei Cantici)
cliccare sul foglio bianco per ascoltare
Teresa di Lisieux
TERESA DI LISIEUX
CARMELITANA SCALZA
Teresa sconvolge la chiesa e il mondo come un «uragano di gloria» (Pio XI). Già durante la sua vita ci fu un’incredibile ondata di miracoli: (la celebre "pioggia di rose") che persuase il popolo cristiano del fatto che Dio accreditava quella "piccola santa" rendendola gloriosa e potente. Parimenti ci fu anche un’ondata di conversioni: uomini che si sentirono letteralmente guidati dalla mano soave di questa fanciulla.
Ancora oggi il mondo intero si trova a vezzeggiare Teresa: la si definisce la fanciulla più amata della terra. Teresa a tutti grida che Gesù vuole perdonarci, vuole guarirci, vuole inondarci del suo amore, perché Lui stesso ha bisogno d’amore.
E’ sincero il dolore di chi piange in segreto.(Marziale)
cliccare sul foglio bianco per ascoltare
Audio-Cliccare per ascoltare"Nearer my God, to thee" Anne Murrey
Salmo 37(36)
Di Davide.Alef
1 Non adirarti contro gli empi,
non invidiare i malfattori.
2 Come fieno presto appassiranno,
cadranno come erba del prato.
Bet
3 Confida nel Signore e fa' il bene;
abita la terra e vivi con fede.
4 Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.
Ghimel
5 Manifesta al Signore la tua via,
confida in lui: compirà la sua opera;
6 farà brillare come luce la tua giustizia,
come il meriggio il tuo diritto.
Dalet
7 Sta' in silenzio davanti al Signore e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo,
per l'uomo che trama insidie.
He
8 Desisti dall'ira e deponi lo sdegno,
non irritarti: faresti del male,
9 poiché i malvagi saranno sterminati,
ma chi spera nel Signore possederà la terra.
Vau
10 Ancora un poco e l'empio scompare,
cerchi il suo posto e più non lo trovi.
11 I miti invece possederanno la terra
e godranno di una grande pace.
Zain
12 L'empio trama contro il giusto,
contro di lui digrigna i denti.
13 Ma il Signore ride dell'empio,
perché vede arrivare il suo giorno.
Het
14 Gli empi sfoderano la spada
e tendono l'arco
per abbattere il misero e l'indigente,
per uccidere chi cammina sulla retta via.
15 La loro spada raggiungerà il loro cuore
e i loro archi si spezzeranno.
Tet
16 Il poco del giusto è cosa migliore
dell'abbondanza degli empi;
17 perché le braccia degli empi saranno spezzate,
ma il Signore è il sostegno dei giusti.
Iod
18 Conosce il Signore la vita dei buoni,
la loro eredità durerà per sempre.
19 Non saranno confusi nel tempo della sventura
e nei giorni della fame saranno saziati.
Caf
20 Poiché gli empi periranno,
i nemici del Signore appassiranno
come lo splendore dei prati,
tutti come fumo svaniranno.
Lamed
21 L'empio prende in prestito e non restituisce,
ma il giusto ha compassione e dà in dono.
22 Chi è benedetto da Dio possederà la terra,
ma chi è maledetto sarà sterminato.
Mem
23 Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo
e segue con amore il suo cammino.
24 Se cade, non rimane a terra,
perché il Signore lo tiene per mano.
Nun
25 Sono stato fanciullo e ora sono vecchio,
non ho mai visto il giusto abbandonato
né i suoi figli mendicare il pane.
26 Egli ha sempre compassione e dà in prestito,
per questo la sua stirpe è benedetta.
Samech
27 Sta' lontano dal male e fa' il bene,
e avrai sempre una casa.
Perché il Signore ama la giustizia
e non abbandona i suoi fedeli;Ain
28 gli empi saranno distrutti per sempre
e la loro stirpe sarà sterminata.
29 I giusti possederanno la terra
e la abiteranno per sempre.
Pe
30 La bocca del giusto proclama la sapienza,
e la sua lingua esprime la giustizia;
31 la legge del suo Dio è nel suo cuore,
i suoi passi non vacilleranno.
32 L'empio spia il giusto
e cerca di farlo morire.
33 Il Signore non lo abbandona alla sua mano,
nel giudizio non lo lascia condannare.
Kof
34 Spera nel Signore e segui la sua via:
ti esalterà e tu possederai la terra
e vedrai lo sterminio degli empi.
Res
35 Ho visto l'empio trionfante
ergersi come cedro rigoglioso;
36 sono passato e più non c'era,
l'ho cercato e più non si è trovato.
Sin
37 Osserva il giusto e vedi l'uomo retto,
l'uomo di pace avrà una discendenza.
38 Ma tutti i peccatori saranno distrutti,
la discendenza degli empi sarà sterminata.
Tau
39 La salvezza dei giusti viene dal Signore,
nel tempo dell'angoscia è loro difesa;
40 il Signore viene in loro aiuto e li scampa,
li libera dagli empi e dà loro salvezza,
perché in lui si sono rifugiati.
Salmo 1
1 Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
2 ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
3 Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
4 Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
5 perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell'assemblea dei giusti.
6 Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.
Salmo 2
1 Perché le genti congiurano,
perché invano cospirano i popoli?
2 Insorgono i re della terra
e i principi congiurano insieme
contro il Signore e contro il suo Messia:
3 «Spezziamo le loro catene,
gettiamo via i loro legami».
4 Se ne ride chi abita i cieli,
li schernisce dall'alto il Signore.
5 Egli parla loro con ira,
li spaventa nel suo sdegno:
6 «Io l'ho costituito mio sovrano
sul Sion mio santo monte».
7 Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,
io oggi ti ho generato.
8 Chiedi a me, ti darò in possesso le genti
e in dominio i confini della terra.
9 Le spezzerai con scettro di ferro,
come vasi di argilla le frantumerai».
10 E ora, sovrani, siate saggi
istruitevi, giudici della terra;
11 servite Dio con timore
e con tremore esultate;
12 che non si sdegni e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira.
Beato chi in lui si rifugia.
Audio-Cliccare per ascoltare"Nearer my God, to thee" Anne Murrey
(Dedicata a Gesù, Amore e Signore del mio cuore)
Ti Attendo...
Mi sono vestita a festa
ho indossato gli abiti più belli
mi sono agghindata di luce
e con amore ho sorriso al sole.
Voglio togliere il lutto del dolore e
cantare ai ricordi poesie del cuore.
Con girotondi vorticosi
libro nell'infinito dei pensieri
abbraccio i miei sogni
li lancio nel firmamento
perchè la Vita
li raccolga in seno.
Ero bambina allora!
Oggi la vita mi appare
più complice e amica;
ricomincio a fidarmi di lei
che mi ha sempre tradita.
L’amo e lo grido.
Colgo i profumi più odorosi
sui boccioli dell’anima
e nell’eden della dolcezza
esulto e m’inebrio di purezza.
Nel solitario borgo del destino
la musica prende l’intelletto
trascina lo spirito
nel mondo intenso,
della sua Bellezza
e là ti attendo Amore!
© Eleonora Ruffo Giordani
Audio-cliccare per ascoltare-"Bridge over troubled water" Anne Murray
Guardano al cielo amico
Stanche ormai le membra
guardano al cielo amico
nel giardino del tramonto.
Si riflette a specchio
l'oasi di vita andata,
sparsa tra i deserti
di selvaggia umanità.
Solitudine a compagna
su rami addormentati
e una dolente luna
s'avvia al declinare,
confusa nelle nebbie.
Sottili fili s'annodano
alla incipiente notte
del saggio defluire
dell'ultim'ore.
Solo ora bevi,
inghiotti amaro,
chi ti volle in gioventù
ora è svanito.
Vai con il silenzio
che poi sarà compagno
ai tuoi occhi spenti.
Renato Fedi
Eleonora Ruffo Giordani
(scritta a quattro mani con la eccezionale collaborazione di Renato Fedi )
Audio-cliccare per ascoltare"Ruah"
CENTRO NAZIONALE OPERE SALESIANE
Incontrare Gesù. Il morire di Gesù
NPG. Dossier 240. Verso l'incontro con Cristo, 33 (1999), n. 01, pp. 9-39

Il morire di Gesù
Una fine tragica
Gesù guarisce e Gesù parla riattivando nella storia la logica divina della misericordia.
Ma per i racconti evangelici non è la sua prassi terapeutica e neppure la sua parola evangelizzatrice ciò che definisce in profondità la storia e l’identità di Gesù, bensì la sua fine ignominiosa e la sua morte infame sulla croce.
Quel Gesù che aveva speso la sua vita andando «attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo» (Mt 4, 23), finisce infatti crocifisso su un legno, insieme a dei malfattori, nell’ignominia e nell’abbandono.
Ora è proprio questa morte ignominiosa e infamante ciò che si trova al centro dei racconti evangelici, occupando quasi la metà dei materiali narrativi, per cui giustamente, come nota lo studioso M. Kähler, i vangeli sono la storia della passione, con l’attività terapeutica e la predicazione di Gesù come introduzione.
Non si capisce nulla dei vangeli se non si penetra il mistero abissale di questo paradosso che, al centro del racconto neotestamentario, pone l’infamia della croce: infamia che, invece di essere rimossa, occultata o negata, al contrario è affermata, tematizzata e collocata a fondamento stesso della fede.
La fine di Gesù è ignominiosa e infamante non solo per la sua condanna a morte e neppure solo per la modalità con cui fu eseguita – la crocifissione –, ma soprattutto per il triplice fallimento di cui veniva a rivestirsi agli occhi degli spettatori e dei suoi seguaci.
Il fallimento innanzitutto di Gesù stesso e della causa di cui si era fatto portatore.
La sua morte sulla croce non smentiva infatti quel regno della misericordia e dell’amore che aveva annunciato con le sue opere e la sua parola nell’intero arco della sua vita?
Ma se Gesù fallisce, non falliscono pure tutti coloro – discepoli, seguaci e ammiratori – che avevano riposto in lui la loro speranza, certi che in lui il regno di Dio si sarebbe realizzato?
Ma se Gesù e i suoi discepoli hanno fallito e per questo sono dei falliti, non dipende ciò dal fatto che quel Dio che il nazareno annunciava e nel cui nome diceva di guarire e di parlare, era lui stesso fallito, cioè inesistente e illusorio?
O che comunque quel Dio di cui lui si fidava e si affidava invece di confermarlo lo smentiva, consegnandolo impotente nelle mani dei nemici e schierandosi così dalla parte dei carnefici, come sospettano i passanti quando lo vedono crocifisso?
E quelli che passavano là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!». Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso: è il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo (Mt 27, 39-44).
Stando al racconto del processo subito nel Sinedrio, alla presenza del sommo sacerdote Caifa, Gesù fu condannato a morte per motivi religiosi, per essersi ritenuto superiore al tempio, cioè a Dio, e proclamato messia e figlio di Dio:
I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte, ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni». Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?».
Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto», gli rispose Gesù... Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte» (Mt 26,59-66).
Stando però al racconto del processo subito davanti a Pilato, il governatore romano a cui era riservato il diritto di comminare la pena capitale, Gesù fu condannato a morte per essersi proclamato re dei giudei:
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l’interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici» (Mt 27, 11).
Questa ragione della condanna fu scritta formalmente anche sul legno sul quale Gesù fu giustiziato:
Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei giudei».
Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». Rispose Pilato: «Ciò che ho scritto, ho scritto» (Gv 19, 17-22).
Per quanto sia oggettivamente difficile ricostruire le ragioni storiche per le quali Gesù fu giustiziato (difficile perché i vangeli non sono documenti storiografici ma testimonianze di fede, come si è notato), i racconti evangelici lasciano comunque intendere che esse furono di ordine religioso e di ordine politico.
Gesù fu giustiziato perché il suo agire e il suo parlare destabilizzavano l’ordine religioso rappresentato dalle autorità giudaiche e l’ordine politico garantito dall’autorità romana. Alla radice della condanna a morte di Gesù i vangeli vedono all’opera l’alleanza perversa tra questi due poteri che si danno la mano per autogarantirsi. Ma per quanto queste ragioni e il loro intreccio siano importanti, non è comunque su di esse che il racconto neotestamentario pone l’accento.
Per quanto determinanti, queste ragioni restano per l’evangelo irrilevanti, intra-vedendo e denunciando, oltre e dentro di esse, una ragione più radicale, diffusa e universale: il peccato. Per il racconto neotestamentario è questo, il peccato, la ragione della morte di Gesù, come esprime lapidariamente il credo cristiano: «morì per i nostri peccati» (1 Cor 15, 3).
Che vuol dire: a causa dei nostri peccati e per togliere i nostri peccati. Il «peccato», che per la bibbia è negazione di Dio e conseguentemente negazione dell’uomo, è sia la ragione per la quale Gesù muore, sia il fine per cui muore: per detronizzarlo e dichiararne la morte. Gesù muore a causa di una umanità che negando Dio nega pure l’uomo. La sua morte, prima che del potere romano e del potere religioso, è il frutto di questa volontà negatrice di Dio e dell’uomo, di cui il potere politico e il potere religioso sono una espressione, ma non l’unica né la più diffusa e radicale.
(Continua)
Audio-cliccare per ascoltare"Ruah"
Vivere d'Amore
Mia volontà;
vivere d'Amore
in questa terra straniera
che non m'appartiene.
Desidèri,
sospinti dal vento:
danzano sulla siepe
del biancospino.
E ritorno a riposare
su guanciali di seta
profumati di gigli.
© Eleonora Ruffo Giordani
